Cappuccetto Rosso, versione alternativa

 di Diego Iuliano, classe 1D                                                                                                         



La mamma di una ragazzina, soprannominata “Cappuccetto Rosso”, disse alla figlia di portare le medicine alla nonna che abitava nel bosco. Cappuccetto andò, fino a quando non si fermò ad annusare dei fiori e venne avvistata da un lupo che iniziò a rincorrerla per il bosco. Ma quando lasciò cadere le medicine il lupo le annusò, le prese e se ne andò. La ragazzina disperata andò dalla nonna per venir consolata però appena arrivata vide la porta spalancata e una scia di sangue che si inoltrava nel bosco, lei rabbrividì e preso un po’ di coraggio seguì la traccia fino ad arrivare a una grotta. Entrò, e vide una tana di lupi. Il branco ne era formato da tre. Per lei sembrava procedere tutto normalmente, lupi che facevano cose da lupi. Ma poi un lupo si girò verso di lei, per fortuna non la notò, però notò una cosa cioè che tutte le bestie avevano gli occhi rossi. L’animale ringhiò e subito un altro prese il cadavere della nonna mentre uno prendeva le medicine da poco sottratte. Imbottirono il corpo con i medicinali, iniziarono a sbranarlo e a un certo punto si fermarono. Passarono 5 minuti, 5 minuti di puro terrore. Dopo questo lasso di tempo dai lupi uscirono delle braccia, simili a quelli della nonna, dalla peluria. Dall’oscurità, poi, ne emerse un altro, un altro di quei mostri, pieno di parti del corpo, perfino di teste. Cappuccetto riconobbe una testa in particolare, quella di suo padre. Quando alla fine collegò tutto. Suo padre in quel periodo stava facendo esperimenti, a lavoro, su dei lupi. Però un giorno, forse, si ruppe il vetro delle teche e le bestie iniziarono ad uccidere tutti. E visto che a suo padre facevano ingoiare delle pillole per evitare di contagiarsi, per questo i lupi avevano delle parti anche di suo padre. La ragazzina sussultò e tutti gli animali la sentirono, ma non la seguirono, stavano aspettando di trasformarsi. Mentre, il presumibile alfa, non avendo mangiato nulla stava comunque fermo, perché la stava studiando. Lei iniziò a correre. Il lupo scattò verso di lei. Aveva una velocità disumana la raggiunse e le morse una caviglia, però venne attirato da un bengala, dando il tempo alla ragazzina di contrattaccare dandogli un calcio sul muso. Ma il mostro prima di poter riattaccare venne narcotizzato da un uomo in un cespuglio. E dopo le molte domande fatte a Cappuccetto chiamò un elicottero che la portò via mentre altri soldati andarono a sterminare i lupi. La ragazzina, però, svenì, per il sangue perso. Quando si svegliò si trovò la nonna e il padre che l’aiutarono ad alzarsi e Cappuccetto visse per sempre felice e contenta.

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